Diritti civili, inclusione e rappresentanza: il caso dell’associazione dei Gay Conservatori e Liberali
L’associazione dei Gay Conservatori e Liberali, nata con l'obiettivo di rappresentare le persone omosessuali che si riconoscono in idee politiche di centrodestra o liberali, decide di interrompere il proprio progetto, chiudere i propri profili social e uscire dal confronto politico.
L’articolo non intende esprimere soddisfazione o gioia per la conclusione di questo sodalizio, poiché in una democrazia ogni realtà politica, purché rispetti i valori costituzionali, ha il diritto di esistere e di manifestare le proprie idee.
La principale contraddizione che si riscontra riguarda l’esclusione di alcune categorie di persone all’interno di un progetto che si proponeva di rappresentare la comunità LGBTQIA+. Le persone transgender, non binarie e queer, infatti, non sono state prese in considerazione per la proposta politica dell’associazione.
Un ulteriore aggravante la si riscontra anche nella proposta di legge contro l’omofobia, elaborata insieme a GayLib. Tale proposta prevedeva tutele esclusivamente per il sesso e l’orientamento sessuale, senza includere l’identità di genere. Di conseguenza, le persone transgender e non binarie sarebbero rimaste escluse dalle tutele previste. Proprio perché queste categorie sono tra le più esposte a discriminazioni e violenze, numerose associazioni LGBTQIA+ sono state molto critiche per una proposta ritenuta insufficiente.
Le persone transgender subiscono continue discriminazioni sociali, nel mondo del lavoro, nell’accesso a un’abitazione o addirittura nei servizi sanitari. Accettare una legge di questo tipo significherebbe accettare silenziosamente l’esistenza di cittadini di serie A e di serie B.
Risulta, inoltre, controproducente creare divisioni all’interno della stessa comunità, distinguendo tra persone considerate più “accettabili” e altre ritenute più problematiche.
Secondo la tradizione socialista italiana, è importante, se non fondamentale, riconoscere in maniera universale i diritti civili di ogni essere umano. Non è pensabile riservare la libertà solo a una certa classe sociale.
Nonostante ciò, l’Italia continua a non essere al passo coi tempi rispetto a molti Paesi Europei, che stanno rafforzando il contrasto ai crimini d’odio, la tutela dell’identità di genere e il totale riconoscimento delle categorie più discriminate. Ciò che si critica all’Italia è l’uso propagandistico che ne fa, anziché essere affrontati come questioni di tutela dei diritti.
Infine, Avanti PSI, progetto politico lanciato dal Partito Socialista Italiano (PSI), continua a sostenere una visione riformista dei diritti civili. Si sottolinea la distinzione tra politica identitaria e politica socialista: la prima seleziona chi includere nelle proprie tutele; mentre la seconda si fonda sul principio dell’uguale dignità e della libertà di ogni persona, senza alcuna esclusione.
Questo articolo trae ispirazione dalle riflessioni sviluppate da Sofia Mehiel nel suo pezzo La parabola dei Gay Conservatori e Liberali dimostra che i diritti non si costruiscono escludendo.

