Dammi una parola Dammi una parola è una canzone sul linguaggio come mezzo di ricerca del senso della vita; ricerca che si traduce nell’attesa della parola giusta, quella che consola, che rivela, che dia un significato alle cose. Il brano suggerisce il perenne tentativo umano di definire una realtà che nella sua essenza ci sfugge sempre, alimentando il nostro bisogno di significato attraverso l’ipertorfia del linguaggio verbale, fino allo svuotamento di senso della parola e la sua provocatoria dissoluzione in puro suono (vedi il finale della canzone). Suono asemico, punto zero della lingua, più vicino al mistero dell’esistenza, come il linguaggio libero della prima infanzia, in cui, anziché cercare di spiegare la vita, ci si dedica a viverla. La tensione di questa ricerca, sospesa tra visione e realtà, è stata espressa attraverso sonorità musicali rarefatte, atmosfere evocative e oniriche, armonie modali, poliritmie, timbri e suoni eleganti, fino alla catarsi finale della parola in su...
“she’s green’s sound is a meticulous blend of soaring melodies.” - COMPLEX “A major player in the bubbling North American shoegaze resurgence.” - PAPER MAGAZINE “You can always tell when a band favor control over spectacle, and that’s the case for she’s green. With understated arrangements drawing from alternative, dream pop, and indie rock, their music sits in a sort of dichotomy — carving out a space that feels both fragile and self-assured.” - ALTERNATIVE PRESS “Both delicate and austere like a pinned iridescent butterfly.” - STEREOGUM “Feels like a shot to the arm for the shoegaze revival scene with a sound that is both richly melodic and devastatingly noisy.” - THE FADER “Distorted guitars and fuzzed-out drums rear their heads, infusing the track with texture and grit.” - PASTE MAGAZINE “Shoegaze’s unwritten rule is never to lead with vocals, but it takes only seconds of hearing Zofia Smith’s othe...